giovedì 4 ottobre 2012
2002 . la prima volta a Cuba (10)
lunedì 1 ottobre 2012
Le letterine
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| .. all'inizio sul parabrezza.. |
domenica 30 settembre 2012
esca viva (2)
Però il verde carciofo alla fine gli sale negli occhi e così tutto possono vedere che non è un cane uguale agli altri ma è un criptocane. Io gli voglio bene e nei pomeriggi porpora lo porto a passeggio nelle strade regali del mio quartiere e gli faccio vedere tutte le facciate che con quella luce uguale uguale al mio menarca possono diventare bizantine. Cripton, gli dico, lascia stare le dog-mignottes, vieni Cripton, ti compro la ciccia, delle sugnette freschissime che mi faccio regalare in cambio di una filastrocca:
rossella valentino
venerdì 21 settembre 2012
2002. la prima volta a Cuba (9)
lunedì 17 settembre 2012
La lingua del marchese raffinato

"Lei vive sola?"
" NO, con mio figlio"
"Che peccato una così bella donna"
"Grazie, davvero gentile da parte sua.."
E da Gentiluomo qual’E’, il marchese in sequenza trina e velocissima:
"che bel rossetto, un vero peccato intaccarlo"
Deciso infila la lingua nella bocca…………………………..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
mercoledì 12 settembre 2012
diavolino cerca papà

Impreca il diavolo disperato e rosso:" porco me (diavolo)!! Come ho fatto a fidarmi di cotanta urbe, così sporca e malandata? Ci ho perso sinanco il diavolino!"
Mentre l'angoscia risale alle sue corna, gli indifferenti e intolleranti cittadini, nel traffico, come un esercito di guerrieri continuano o a passare sulla buca impedendogli il recupero del figlio dicendo a squarciagola senza tregua: " diavolo di un extracomunitario! Levati i' ddocu e va travagghia! "
Il diavolino intanto nel tombino trova un tunnel lungo e fino che lo porta dritto dritto in un vialone alberato e con le griffe, che riporta per iscritto un ricordo ormai sbiadito, la scritta Libertà. Il padre ormai è perduto?
Lo cerca tra la gente che passa e che si agita, tra bar e bancarelle. Lo vede mentre strappa una borsetta a una signora e poi dentro un negozio a prender pizzo... E poi mentre incassa un ricavato senza tassa e mentre vende una bustina ad un ragazzo...la giungla dei ladri e dei furfanti lo inghiotte con violenza senza pena. "Ma mio padre è quello là?" Non cede il diavolino e passa avanti.
Un teatro a un certo punto, lo attira e lo richiama... Tanta gente è seduta ad ascoltare, ammirata e attenta, quella figura in fondo alla sala che urla e impreca, promettendo e predicando che un giorno, grazie a lui, tutto questo finirà. Ecco il padre! Questo è proprio lui!
Finalmente in mezzo a tanti non si sbaglia il diavoletto, ha trovato il satanasso, riconosce le parole inzuccherate e ingannanti. Lo conosce e non lo molla, gli si aggancia nella coda, mentre è avvolto dalla folla.
Moffoletta e Sfilatino
lunedì 10 settembre 2012
2002, la prima volta Cuba (8)
7 gennaio 2002 – ottavo giorno martedì 4 settembre 2012
L'acchianata di Santa Rosalia
Ma si sa, la fede è un persorso lastricato di ostacoli. Il primo è la sfottuta (2) di amici e parenti: "Ma cu tu fa fari - Ma vacci ca' machina nna santuzza - Accura ca ti veni na botta ri sali.... e via scoraggiando. (3)
All'inizio della acchianata (lato fiera) tutti hanno voglia di scherzare o (i più pii) di recitare il Santo Rosario a voce alta. Alcuni gruppi di azione cattolica addirittura cantano a squarciagola le lodi alla Santa.
Dopo le prime 6 rampe (di 23 che lei ne ha) , l'allegria si trasforma in angoscia, i rosari in nenie, i canti in rantoli. Il resto è silenzio. Si odono solo sinistri aneliti dal profondo di polmoni stremati e, nel buio più nero, silenziosiosi e fluttuanti lampioncini ondeggiano come UFO nel cielo dell'Arizona (guarda il video in basso....con fede e pazienza. Il fenomeno inizia al secondo 11 della clip)....
Quelli che scendono giulivi sono assediati da quelli che salgono sfiduciati che chiedono notizie su quanto manchi alla fine di questa tortura sperando nella buona novella ("coraggio fratelli, siete quasi arrivati") . Ma quelli che scendono, incattiviti dalla fatica fatta, rispondono con cinismo : "ancora siete a niente!" E lo sconforto dilaga.
Qualcuno ricorda che la sofferenza dell'acchianata è così insopportabile e proverbiale che esiste a Palermo una specie di tortura che prende lo stesso nome. Si tratta di premere con il pollice sulla basetta della vittima e poi salire con pressione contropelo: è la tortura della acchianata di Monte Pellegrino. Per dire!
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.Ma torniamo alla cronaca. Alla originaria prima grazia da chiedere alla Santa se ne aggiunge subito una last minute, dettata dall'emergenza: “ti prego santuzza fammi arrivare fino in cima! Un ma firu cchiù" (5)
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.E infine le mucche! Che non si vedono, ma si sentono. Sono i campanacci. Pare che sia il segnale che indica che si è quasi arrivati. Ma è la classica leggenda metropolitana. Dopo le mucche, infatti, ci vorranno almeno altri 40 minuti di pura sofferenza! L'arrivo al piazzale del santuario è non proprio spirituale. Una specie di fiera accoglie i pellegrini che, avendo penato per la santa, ora sono tentati di abbandonarsi ai confort: bar, sedie, panini con wurstel, aranciate ghiacciate, birra, zucchero filato, gelati, pane con panelle o con milza, patatine fritte e... comodi taxi per la discesa. Tipo i mercanti del Tempio sterminati da Gesù.
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.E qualcuno si abbandona veramente ai piaceri della carne e del palato; altri cercano di resistere per non perdere lo stato di grazia conquistato con tanta sofferenza. Una visita alla grotta può distrarre e poi c'è ancora da chiedere la grazia alla Santuzza . Dopo si, perchè no? Ci si abbandona a qualche vizio. Panino con le panelle e birra Forst. "Cara Rosalia Sinibaldi (6), non devo mangiare? Non devo bere? Non mi devo sedere? E che sono un santo io?"
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.Persa la grazia, ci si può comportare ora da veri palermitani. Si buttano cicche e rifiuti per terra, si urla, si schiamazza, si acquistano gadget inutili e baggiani poi ci si prepara alla sconsiderata rissa per salire sui bus navetta che ti riportano giù. ............................................................................................................................................... ..L'autista grida, sudato, chiedendo calma. C'è da gestire migliaia di (ex) pellegrini i quali, però, incuranti dello stesso autista e dei fratelli, spingono con violenza a cu pigghiu pigghiu (7) pur di salire finalmente sul bus che li riporterà alla base del monte Pellegrino, in città, a vivere la normale vita piena di vizi e peccati, di soprusi e prepotenze.
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.pippo vinci
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.note
(1) salita, arrampicata
(2) lo sfottò, la presa in giro, derisione
(3) ma chi te lo fa fare - ma vacci con la macchian dalla santa - stai accorto che ti viene l'nfarto!
(4) chi me lo ha fatto fare?
(5) ... non ce la faccio più
(6) il nome completo di S Rosalia
(7) di qua e di là, alla cieca
(foto e video di M. Philppson)
lunedì 3 settembre 2012
esca viva (1)
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| siamo tutti figli di Cristoforo Colombo |
le mie dita sono sette
se son bagnata non lo dico
forse ben lo sa il tuo fico
tra le gambe lo tieni chiuso
quanto vorrei ficcarci il muso!”
non ti credo sulla parola
la voglio proprio tutta vedere
poi la misuro col mio sedere”.
domenica 2 settembre 2012
Il vento

16 maggio 2012
A Milano il cielo è azzurro e tira vento forte. Tutti si lamentano nervosi, la natura che si fa (finalmente!) sentire, li infastidisce. Il vento.
A me invece viene un' ebbrezza che mi ricorda i primi bicchieri dell' adolescenza. Lo scooter diventa una vela, i semafori boe, le svolte strambate.
Plano con delicatezza sulle ondette insidiose del selciato sconnesso, lavorando col peso, mentre calcolo intanto lo scarroccio sulle rotaie del tram. Mi preparo per il difficile doppiaggio delle bocche di Cordusio - Duomo, dove e' facile arenarsi in un basso fondale di lavoratori che manifestano.
Gioisco quando svernicio sottovento un barcone Harley-Davidson, e fremo di furia impotente quando il bordo sbagliato mi porta nella bonaccia dietro un furgone fermo in doppia fila. E l' avversario che avevo seminato, con la sua turpe e rumorosa bagnarola, si allontana odioso mostrandomi la poppa sponsorizzata: POSTE ITALIANE o, talvolta, MACELLERIA Fratelli FARAVELLI - Dal 1959.
Ormeggiato il mezzo, un salto sul pontile ed eccomi dentro l' ascensore di un elegante palazzo antico: vado ad un incontro d' affari molto importante per me, devo parlare con personaggi di rilievo. Mi aggiusto la cravatta e la camicia, mi concentro, ho in mente una cosa sola: la tensione e la gioia di quella regata mitica quando all' ultimo respiro riuscimmo a battere, per un improvviso soffio di vento amico, il noto campione olimpico. Il vento.
Capisco dove sono quando una segretaria sorridente mi invita a togliermi la cerata....pardon, l’ impermeabile, e mi fa accomodare in una sala riunioni vuota e e lussuosamente arredata. Recupero velocemente l' assetto mentale, ripasso i documenti, la situazione ritorna sotto controllo, so bene quello che devo fare.
Poco dopo, un quarantenne vestito in modo impeccabile, il primo e più importante dei tre interlocutori entrati nella sala, nello scusarsi per i 4 minuti 4 di ritardo, ma non volendo rinunciare ai 2 minuti 2 di convenevoli "personali" previsti dal protocollo, ( è un manuale vivente su come insegnano la psicologia relazionale nella "High School" da cui proviene) esclama: -"Sa com'è, questo vento mi genera un gran mal di testa, è una cosa davvero fastidiosa!”. Il vento.
I successivi 120 secondi trascorrono fra alti lai contro questo subdolo nemico dell’ umanità reo di causare praticamente ogni tipo di patologia a loro tre e ai loro parenti fino al quarto grado. Mentre annuisco ebete, di nuovo mi allontano. Siamo a ferragosto, a bordo del “Trimegista Seconda” di Antonio e Agostino. Siamo in tanti e abbiamo 20-24 anni. Navighiamo fra Palermo e Ustica, lo spinnaker e’ gonfio di un libeccio gentile, anche stavolta amico. Il vento.
Barche con altri amici bordeggiano vicino a noi, ci sono un sacco di ragazze, volano gavettoni. Siamo felici. Peschiamo alla traina perfino un bel palamito di 8 kg che ci sfamerà quella sera, una volta ancorati in rada; e ancora vino, e la chitarra e tutti a cantare: Battisti, De Andre', Venditti. De Gregori. Strofa: " Alice guarda i gatti..." Ritornello: "Ma io non ci sto più, e i pazzi siete voi..." Ritorno mentre il boss di fronte a me mi dice: " Bene, veniamo a noi...mi dica..." Vorrei rispondere: " Ci sarebbe una chitarra?"
Il Pigafetta
sabato 1 settembre 2012
le poesie del pensiero forte di Ninni Picone
| la griglia del pensiero forte |
1. I vestiti della festa
2. La cospirazione e la sottomissione
3. Naufragio
4. Processione
5. Il respiro di internet
6. la luce delle tenebre
7. l'isola del tramonto
8. Ombre di notte
Tutti i racconti di Guglielmina Gunt
1. Gugliemina Gunt va a Lipari. Nni so frati




