sabato 7 gennaio 2012

2002: la prima volta a Cuba (1)

Lunedì 31 dicembre 2001 - primo giorno

Addio vecchia Lira

Partiamo, Nadia ha una sensazione: è come se tutto non dovesse succedere. Nadia cerca occhiali, dolci, vino; fuma e dice minchiate. In più teme di scoprire che sono un narco-trafficante in fuga verso paradisi fiscali. Lei sarebbe la copertura. Io cerco di farle capire, con delicatezza, che più che una copertura lei è una scopertura: qualsiasi persona al suo fianco verrebbe scambiata per uno spacciatore e arrestata.

Ci incontriamo con Asia al terminal A. E’ con la sua famiglia. Per andare a casa sua facciamo il giro di Peppe.

Abita alla Casilina. La casa è accogliente e ben arredata ma al momento di cucinare mi accorgo che manca qualcosa: la cucina. Si cucina tipo “campeggio” in salotto. Durante il pranzo Asia è nervosa. Non mangia perché deve assolutamente collegare la stampante al PC così:

A Vessi (figlia di Asia), danno il piatto più grande di tutti, ma lei non mangia perché (dice) ha mangiato la pizza

Nadia approfitta della situazione e si mangia la pasta di tre persone: la sua , quella di Asia e quella enorme di Vessi.

la mamma di Asia fuma e se ne fotte di mangiare

Pippo resta morto di fame

Dopo pranzo si esce per fare compere per il cenone. Si va alla Romanina2 attraverso una zona lugubre, ricca di padiglioni industriali. Al centro commerciale c’è aria di festa. La gente è contenta di buttare soldi. Fuori, lo squallore è totale. L’uomo ha violentato la natura, l’ha offesa per crearsi spazi artificiali a misura della sua avidità! Noi, intanto, non sappiamo cosa mangiare.

Il cenone è a rischio.. Nel carrello finiscono le cose più inutili. Pure una rana di cristallo porta oggetti ci finisce! Ma di cibo niente!. Pippo ha una brillante idea: pollo arrosto. Finito! Asia ha una idea cretina: friggiamo i pesci in salotto. Bocciata! Nel frattempo i ragazzi riempiono il carrello di alimenti cancerogeni: coca, fanta, nesquiq, duplo, caldo caldo. Alla fine si opta per salsiccia e insalata russa.Durante il cenone Asia, come sempre, ha da fare .

Deve compilare la domanda per ottenere la cittadinanza.Così tira fuori una carpetta piena di documenti. Ne avrà almeno 600 ne avrà. Di cui 320 sono solo certificati di residenza a… Colorno. Ma dove minchia è Colorno?

Perciò: uno se ne parte dalla Bulgaria per finire a Colorno? Pippo deduce che Asia ha dei problemi con il cibo infatti: al momento del pranzo collega la stampante con il PC, al momento di fare la spesa compra soprammobili e al momento di cenare compila moduli per ottenere la cittadinanza.Ceniamo e brindiamo . Sono appena le 10 di sera. Che cazzo si fa fino a mezzanotte? E giunti a mezzanotte, che si fa dopo mezzanotte?

Qualcuno ha una brillante idea: per festeggiare il nuovo anno facciamo entrare in salotto un cane feroce : Jesse. Mi dicono che non è un cane feroce, ma una cagna feroce. Una maremmana che, da quando ha conosciuto il sapore della carne cruda , ama dare morsi. Per di più Asia ci comunica che Jesse è gelosa e risentita in quanto, per colpa nostra, è dovuta stare ben 5 ore (cinque) fuori sotto la poggia, lei che, poverina, è abituata a stare al caldo e in salotto. In altri termini noi le abbiamo rovinato la festa e per di più ci può mangiare.

Il clima è teso. Jesse si lancia sul tavolo per addentare le salsicce, la mamma di Asia cerca di cacciare la cagna con dei cuscinetti colorati. Asia se ne fotte e legge l’oroscopo su Internet. Pippo cerca di nascondere la sua gola alla belva inferocita. Finalmente, visto che non siamo stati sbranati, si decide di rischiare la vita per strada. Infatti manca oramai ½ ora a mezzanotte ed è tradizionalmente imprudente uscire per strada a quest’ora. Noi lo facciamo.

Alla radio ci descrivono la festa che si sta svolgendo a piazza del Popolo. Noi vogliamo andare proprio lì. Posteggiamo la macchina in via passeggiata della Ripetta mentre scatta la mezzanotte. Non abbiamo nulla da stappare o da bere, ma ci abbracciamo lo stesso, poi corriamo verso la vicina piazza del Popolo per farci schiacciare dalla folla ubriaca.

Non si riesce di entrare nella piazza, ma vediamo ugualmente i bagliori dei fuochi artificiali. C’è una calca micidiale. I bambini non vedono niente. Qualcuno prende i figli per le palle e li innalza esponendolo al fuoco. C’è chi ha portato con se i cani che, essendo bassi, vengono calpestati. Nel frattempo ci rendiamo conto che fa freddo e decidiamo di tornare in macchina.

Riprendiamo il giro . Nadia telefona sempre a RTL 102 e 53 . Finché li becca. Attraverso il microfono della radio comunica a tutta Italia che sta partendo per Cuba per vedere se sono meglio i cubani o gli italiani.

Ora basta girare a muzzo! Si va a Trastevere. Asia dice che qui non c’era mai venuta .. In cinque anni!! Ma che minchia fa questa a Roma? Decidiamo di bere del vino e così entriamo in una bella enoteca. Un mulatto ci dice che se vogliamo bere dobbiamo comprare una bottiglia ogni due persone al costo di 80.000 lire. Ma che regola è? Capiamo che sono pazzi, ma non glielo diciamo e ce ne andiamo.

Siamo sbandati, ma decidiamo di rovinare il capodanno ad un barista. Entriamo in un bar ed il barista si mostra terrorizzato già al nostro ingresso nel suo locale. Si vede che ha già lo stress dell’euro.

Nadia parte all’attacco e chiede subito un caffè alla ragazza dietro il bancone. Questa le serve una bevanda imbevibile, Nadia si rifiuta di bere poi prende un cornetto e grida che è dell’anno scorso. E’ guerra. Intanto il proprietario suda in previsione del conto in euro. Il primo della sua vita. Noi facciamo di tutto per farlo confondere :

1) ci scambiamo i caffè
2) chiamiamo cappuccino una cioccolata
3) buttiamo nel lavandino un caffè che faceva schifo
4) apriamo le vetrine e beviamo birre

Lui, intanto cerca di non perdere il conto e smanetta alla cassa.Poi ci chiede cosa abbiamo preso. Noi diciamo che non ci ricordiamo niente e che sono cazzi suoi. Lui dice che è un casino ed emette più di uno scontrino. Li rilegge, dice che non va, si rifà i conti con il convertitore dell’UPIM e fa un sacco di scontrini uno più sbagliato dell’altro. Alla fine , disperato, ci da’ il resto in lire. Noi gli urliamo che il resto lo vogliamo in euro. E’ nostro diritto : la lira fa parte del passato non vale più un cazzo! Abbiamo fatto i sacrifici per l’Euro ed ora vogliamo vedere i risultati.

E’ distrutto , non capisce più nulla e qui Nadia gli azzecca il colpo finale. Gli chiede se può firmarle lo scontrino. Visto che è il primo conto in Euro: è uno scontrino storico!. Lui trema tutto e comincia a balbettare . Dice che se lo fa la finanza gli fa un culo così. A questo punto, mossi a pietà usciamo dal bar e torniamo a casa dove ridiamo per tutta la notte.

Nessun commento: