domenica 11 marzo 2012

2002: la prima volta a Cuba (5)




Venerdì 4 gennaio 2002 – quinto giorno



Giuseppe di Catania



Di mattina io e Nadia andiamo a fare colazione (o almeno tentiamo). Percorriamo tutta la Avenida 23 e incontriamo 2 o 3 Cafeterias dove dovrebbero fare il cafè. E invece no! Sorpresa! Nelle Cafeterias vendono birra.Finiamo per sederci in un locanda all’aperto del tipo “fresa y chocolate”22 con arredamento standard in plastica. Chiediamo un cafè e loro ci invitano ad accomodarci. Quindi il barman scappa. E torna dopo venti minuti con lo zucchero. Nadia si domanda come mai nel regno della canna da zucchero questi non hanno lo zucchero. Comunque il cafè è schifoso e caro (1 dollaro)

........Continuiamo la passeggiata finché non compriamo una cartina di Cuba. Decidiamo di andare al centro storico protetto dall’UNESCO, ma nessuno ce lo vuole indicare . Dicono che è troppo lontano. Ma a loro cosa gliene fotte? Alla fine incontriamo una coppietta (lui 24 lei 30 anni). Fanno la scena dei cubani buoni , onesti, disinteressati, ma pieni di problemi e vittime del regime. In effetti sono due furfanti. Ci raccontano infatti che hanno due figli, sentono freddo e vendono sigari oltre ad affittare camere.

........Giunti al centro della città vecchia, visto che noi non molliamo un solo centesimo i due spariscono dalla circolazione lasciandoci nella merda. Infatti non sappiamo dove siamo. Gira e rigira incontriamo una specie di drogheria che però non vende niente. E’ solo fetida. Una signora ci spiega che lì distribuiscono i beni di prima necessità gratuitamente. Basta mostrare una tessera (tipo 2^ Guerra mondiale) che il governo fornisce a tutte le famiglie. E tra i beni di prima necessità c’è anche il sigaro.

......Cazziando, cazziando arriviamo così all’Hotel Florida (nella foto,l'atrio dell'albergo). Al bar prendiamo una waiawa e dell’acqua. Continuiamo il giro. Cerchiamo la piazza con il pavimento di legno . La troviamo. Il legno sembra di pietra. Invece è proprio legno, pietrificato, ma legno.Sulla piazza c’è anche un mercatino del libro. Pieno di libri sulla rivoluzione. Lì vicino c’è la splendida cattedrale. Entriamo. Sull’altare sventola la bandiera di Cuba!

.......Sulla piazza antistante si aggira una pazza che somiglia a quella che a Palermo corre sempre*. Ci ferma e ci racconta un sacco di palle. Alla fine ci chiede se le possiamo mandare dall’Italia la videocassetta di Pinocchio. Arrivano Pino e Jolaise. Ci sediamo su selciato.Pippo entra in un museo di arredi coloniali che sta proprio in questa piazza. E’ senza scarpe e le guardiane (una per stanza) lo guardano con stupore. Una non si stupisce affatto e gli vuole vendere sigari.

......Per mangiare andiamo al buffet del museo antropologico dove mangiamo sandwiches e cerveza Li vicino ci sono statue nude di aborigeni accucciati e Pino decide di farsi fare una foto con loro. Si torna a casa a riposare . Io e Nadia però approfittiamo del momento di pausa per andare dal barbiere. Si,vogliamo vedere qui com’è. Ed è unisex. Fanno di tutto a tutti senza nessuna discriminazione. Io mi faccio tagliare i capelli Nadia si fa fare lo shampoo e il colore (e qui se lo fa fare!).
Comunque il salone è veramente un salone. Cioè enorme con tanti peli per terra. Gli specchi sono rotti, le sedie sfondate e attaccate con scotch e spago. In più non usano acqua calda. Insomma una esperienza tremenda. E poi ci sono un sacco di vagabondi che stanno li a chiacchierare. Un maricon23 fa amicizia con Nadia e le indica una discoteca dove però Lui (dice) non può entrare in quanto maricon E’ uno degli effetti del regime. Allora Nadia si chiede cosa c’entri il culo con il sistema?

Io intervengo nella colta discussione e gli chiedo come mai parli l’italiano. Mi dice che qui tutte le troie parlano italiano. Non insisto.Per la cena, Mercedes ci cucinerà delle aragoste a prezzo di favore. Cioè più care che altrove. Torniamo a casa dove aspettiamo la visita dei baci perugina con le fidanzate locali. Pippo e Nadia sistemano la casa per accogliere le due “cognate“. Infatti ci sentiamo tutti appartenenti ad una stessa famiglia. Passeremo la serata con i parenti

Ma i due umbri vengono da soli. Perché mai?Si comincia a credere che in effetti siano anche loro dei maricones. Peppone è felice di vederci. E’ come se si volesse liberare di un incubo. Forse è la vittima Sandro (alias Prondo). Poi, non si sa perché, vanno via. A cena da Mercedes siamo quindi in 4 e non in sei. Ma ormai il conto è fatto e pagato per 6 e abbiamo aragoste in abbondanza. Decidiamo quindi invitare Giuseppe. E’ un catanese orbo24 venuto qui ad operarsi. Con lui la fidanzata cubana Vittoria, bella e colta. Ma oggi ci sentiamo generosi e intercontinentali e così offriamo l’aragosta pure a Tamomi, una studentessa giapponese. Nonostante questi generosi sforzi le aragoste sono comunque più del necessario e Pippo se ne mangia 2.
Poi, per smaltire la carica afrodisiaca ingerita, si metta suonare il piano. A questo punto Mercedes tira fuori un figlio che decide di scassarci la minchia suonando il piano. Conosce solo due accordi di imagine dei Beatles e li ripete all’infinito.Pippo allora lo spinge fuori dal seggiolino e stupisce tutti intonando Guantanamera25. E’ un’operazione rischiosissima: suonare la canzone simbolo di Cuba , a Cuba davanti ai Cubani. Ma il rischio va corso se no il piccolo di Mercedes ci avrebbe cacato la minchia per tutta la serata. Pippo riscuote un successo inatteso anche perché è l’unico a conoscere le parole della canzone.

Ora si decide di andare in discoteca . Si, ma quale?. All’Havana ce ne sono decine e decine . Oggi però sono tutte chiuse. Giuseppe si sente il capo della comitiva e non vuole ordini dal tacsista che, molto gentilmente, ci voleva condurre nell’unica discoteca aperta.useppe gli risponde che a quella discoteca ci andasse lui con sua sorella. Decidiamo che non è cosa. Allora torniamo all’Havana vecchia e ci infiliamo in un bar. Ma prima di ciò Giuseppe rischia di finire sotto una macchine. Infatti non ci vede e la sua compagna lo ha abbandonato per un po’ dimenticandoselo sul marciapiede. Ma tutto finisce bene e in armonia.
23 - maricon = omosessuale
24 - orbo = cieco, non vedente
25 - guantanamera = titolo della più famosa canzone di Cuba. E' dedicata ad una ragazza di Guantanamo, guantanamera, appunto

mercoledì 7 marzo 2012

quattro giorni al gelo di Mosca (3)




4- è l'ora di mangiare



Uno dei momenti più belli di tutti i viaggi è quello riservato al cibo, ai ristoranti, ai bar e così via.
Ed ecco che Molcin e mrs Quillery decidono di dedicare gran parte delle loro energie ospitali per soddisfare questa aspettativa dell'amico turista.



In effetti loro non sanno che il loro amico turista e (aggiungo) ospite, ama si il cibo straniero ma lo ama sopratutto se consumato nei locali di infima fama, popolari, malsani e ad elevatissimo rapporto quantità/prezzo. La qualità non è un parametro interessante



Essendo Molcin un vecchio e carissimo amico, ho subito deciso di rendergli note le mie esigenze, nella certezza che le assecondasse e le condividesse. Manco per sogno! Per motivi che mi sfuggono Lui mi ha subito umiliato dicendo che a Mosca questo schifo di locali non esistono. E se avevo questa intenzione potevo benissimo starmene a casa e mangiare a Ballarò.


Io allora gli hp risposto, che era lui in torto perchè nei romanzi di Dostojevsky questi locali ci sono e che sono molto frequentati dai personaggi dei suoi romanzi. E lui (Molcin) a ribattere che quello che ho letto si riferiva a San Pietroburgo e che comunque erano fatti di quasi 2 secoli fa. E che il treno per Pietroburgo partiva a pochi passi da casa sua. Se volevo.....


4 a - Ristorante georgiano
Cominciamo subito con il più originale. I ristoranti georgiani all'apparenza sembrano baggianissimi. Si entra e ci sitrova a 35 – 40 gradi, ma in una specie di enorme palcoscenico dove sono riprodotti ambienti esterni georgiani. Cortili, porticcioli, piazze con balconi e viuzze. Mentre si mangia (seduti ad un tavolo su un balcone finto che dà su una piazza finta) arrivano 4 anziani tracagnotti che cantano a squarciapetto 2 (proprio due) canzoni popololari georgiane. Urlano a tal punto che dopo dovranno riposare almeno mezz' ora prima di riprendere lo spettacolo. Dopo tre apparizioni non li vedemo più. Siamo molto preoccupati per loro e per le loro famiglie.
Nel frattempo i camerieri georgiani prendono le ordinazioni vestiti in coloratissimi abiti georgiani e si commuovono se un cliente chiede (ovviamente) che gli vengano servite pietanze con prodotti georgiani tipo del mar Nero. Quasi piangono e Molcin mi ricorda che tra Russia e georgia c'è una specie di guerra con conseguente embargo reciproco. Quindi niente ingredienti georgiani e niente pesci del mar Nero. Anzi si, ma solo sul menù. E questi poverini piangono ad ogni ordinazione. Ma è vita questa?



4b - Ristorante Margarita (foto 1)
Abbiamo già parlato del rione degli uomini colti che circonda gli stagni del profeta. Proprio lì c'è un delizioso ristorantino, 'interno arredato con legno caldo e rosso, che si chiama Margarita. Qui veniva a bere Bulgakov e per questo il nome ricorda il titolo del famoso romanzo del famoso scrittore. Dietro la porta, ad accogliere i clienti, un omaccione che ha come unico impegno quello di aprire la porta agli avventori prima che questi tocchino la maniglia.E ci riesce perchè sta lì con lo sguardo fisso al monitor della telecamera esterna in modo da anticipare la mossa di chi vuole entrare. Deve aprire prima lui dall'interno. Ci chiediamo: ma perchè? Forse che la maniglia esterna è pericolosa da toccare? ma allora perchè non cambiano la maniglia? L'omaccione è' sudatissimo e nervoso. E' un lavoro incomprensibile ma, riteniamo, di grande responsabilità e siamo contenti per lui e per la sua famiglia.




4c Ristorante sull'isola
Su un'isola sulla (anzi nella) Moskova c'è un ristorante super moderno dove si mangia quello che si vuole. Il ristorante ha grandi vetrate sul fiume ghiacciato e Molcin mi dice che da un momeno all'altro passerà una rompighiaccio. La rompighiaccio che vorrebbe farmi provare. Non in qualità di ghiaccio, ma di passeggero. Ma la rompighiaccio non passerà mai. Il ghiaccio è troppo spesso.Ma allora che minchia di rompighiaccio è!?
Comunque , visto il bel panorama che si gode dalla vetrina, decidiamo di avvicinarci alla vetrata e di sederci al tavolo panoramico. Non è possibile. Il tavolo panoramico è occupato. Anzi è prenotato da alcuni convegnisti. Che non arriveranno mai. In tutti i ristoranti moscoviti ci sono tavoli prenotati e vuoti. Molcin sospetta che siano tavoli scassati o con spifferi gelidi o puzzolenti e allora si inventano che sono prenotati. Che si mettono a spiegare questo o quel difetto? Manco per sogno. Basta un cartello: RISERVATO. E' una idea fantastica!




4d - a casa
Ed ecco che un giorno, dopo tanto girovagare Mosca Mosca, ci concediamo una riposante cena a casa. Ma mrs Quillery non ha intenzione di cucinare e Molcin, da buon marito, se ne fotte. Sanno di avere comunque l'asso nella manica . Crostini con salmone, burro e caviale e che caviale! Il tutto innaffiato da una bibita schifosa: il kvas.



4 e - sotto lo stradone sovietico un mondo.. sovietico
L'ultimo giorno di permanenza a Mosca i miei ospiti hanno la fiacca ed io decido di fare una passeggiatina solo soletto verso una direzione scelta a caso. Dopo pochi ettometri mi ritrovo immerso nella Mosca che conscevo, la Mosca sovietica: sovietici i palazzi, sovietici i negozi (ma dove sono finito, nel passato?) sovietici i sottovia. Questi ultimi pieni di vetrinette colme di inutili cianfrusaglie, locali bui e deserti dove (forse) si beve e si mangia nel modo sovietico che tanto ho amato. Ma non è l'ora per provare e non ho tanto tempo a disposizione. Comunque ho scopertoil bluff. Non è vero che Mosca oramai è come Parigi o Londra o New York. Ma quando mai!! Non è neanche come Bagheria! Mosca è sempre la solita affascinante megalopoli sovietica! Ma tengo per me questo pensiero, magari Molcin e mrs Quillery non se ne sono accorti e mi cacciano da casa.
4 f - Mac tutto e filo pub


Tornando a casa mi trovo nuovamente sulla ricca Arbat e mi accorgo che tutta la gente che non è per la strada è da Mac Donald. Entro, e mi ritrovo di fronte una folla gigantesca che pullula e consuma dai cappuccini alle pizze ai mac panini. E qui rivedo New York, Londra, Parigi e Bagheria. Ecco cosa si meritano i figli di Putin!
E che dire del bus blu sulla Arbat (foto 2) che è in effetti un pub dove ogni sera si esibisce un cantautore triste!

4e piatti tipici
Ma veniamo al dunque: che si mangia a Mosca? Mentre i moscoviti mangiano da Mac Donald, i turisti si dedicano alla cucina russa e solo loro oramai sanno quali siano i piatti tipici della Russia. Ossia Bleeny (tipo crespelle), Shasliky (tipo involtini ), zuppa di cavoli (tipo zuppa di cavoli), , Kvas , orribile bevanda dolciastra leggermente alcolica ricavata dalla linfa di betulla, e che non beve manco Putin e se la beve si capisce da dove viene tanta cattiveria. Io l'ho provata ed ancora a 15 giorni dall'esperimento provo dei leggeri conati di vomito al solo pensiero. Però credo di essere l'unico forestale (si, sono un forestale) ad avere bevuto una betulla! Fa schifo. Che ci fa se le bruciano?
Vietato, infine, parlare di birra russa (introvabile e disprezzata) o di vino sovietico. Viene solo dalla Georgia che è attualmente nemica della sacra Russia e così anche i turisti in russia devono adeguarsi e odiare i prodotti georgiani e bere nero d'avola Cusimano.


pippo vinci


P.S. sotto : esempio di bettola palermitana preferita dall'autore del racconto.. e della foto!





venerdì 2 marzo 2012

quattro giorni al gelo di Mosca (2)

20-24 febbraio 2012





3 - i simboli di Mosca


3a La Piazza Rossa
la prima volta che andai a Mosca (correva l'anno 1984), la Piazza Rossa mi apparve come un luogo immenso, affascinante, tenebroso, pieno di storia e di storie, anche tristi; ma storie che comunque fecero la storia.... bella no? Entrare nella Piazza Rossa era come entrare nel cuore della stessa storia. Insomma per farla breve: la Piazza Rossa , rappresentava la storia del comunismo reale.

Oggi la Piazza Rossa è ridotta a una fiera. Al centro bancarelle di souvenir , piste di pattinaggio artificiali, pennacchi e torri di cartone. Insomma manco si percepisce quanto è vasta la piazza. Anzi manco si capisce di essere in una piazza. E manco si capisce dove si trova il mausoleo di Lenin che prima la dominava sta' piazza. Ma a ben guardare il mausoleo c'è ed i poveri militi, posti a guardia del mausoleo di Lenin, hanno lo storico monumento alle spalle mentre petto e occhi sono rivolti verso i multicolorati gingilli capitalisti. Insomma a guardarla bene oggi la Piazza Rossa potrebbe essere chiamata al massimo la Piazza Rosa Shocking!



3b i magazzini GUM
E vi lascio ora immaginare cosa sono diventati i magazzini GUM. Ubicati su un lato della Piazza Rossa erano il simbolo del commercio anticapitalistico. E mentre prima poteva entrare quasi chiunque a comprare quello che c'era (si, ok, c'era poco, ma tutto sovietico, unico ed a buon mercato) oggi possono entrare (e comprare) solo i ricconi di Mosca. Possono comprare tutto quello che vogliono proveniente da ogni angolo del globo a prezzi globalizzati, cioè altissimi. Insomma o perchè (prima) c'era pititto (fame) o perchè (oggi) i prezzi sono proibitivi, ai magazzini GUM il vero popolo russo non ha mai avuto vita facile. Al piano terra c'è però lo zucchero filato e Molcin ne offre una matassa alla sua Quillery. Intanto noto pure che le inferriate dei balconi interni del Gum sono state colorate di nero. Prima erano verdi. Forse hanno pensato di evitare il rischio che maturando diventassero rosse!



3c gli stagni del patriarca (Patriarshij Prud )
Oggi ce n'è uno solo. Al centro di una vasta piazza alberata . Ma di questi tempi è ghiacciato e, nonostante i divieti, la gente vi pattina dentro numerosa e gioviale. Ai bordi della piazza dove Michail Bulgakov collocò l'inizio del suo romanzo “Il maestro e Margherita”, un quartiere destinato a ricchi e intellettuali. Tra cui il celebre regista Nikita Sergeevič Mikhalkov . Molcin ha detto! E lo dice con un po' di risentimento e di amarezza . Anche lui, infatti, voleva prendere casa lì , ma lo hanno respinto trattandolo da pezzente. Devo consolarlo. La piazza-stagno-pista è piena di luci, qualche locale e musica di sottofondo per accompagnare gli esperti pattinatori moscoviti. Che musica? Ma ovvio, musica yankee! Niente Kalinka Kalinka o Popoff o Oci Ciornie, ma uno dei simboli artistici degli States anni '50: Elvis Presley. Non c'è più spazio nel mio cuore rosso per ricevere altre coltellate!



3d i grattacieli di Stalin.
Per fortuna ci sono i grattacieli di Stalin. Quelli ci sono e sono sempre gli stessi. Belli, sovietici, imponenti e di un colore tristissimo e impossibile da replicare. E di una linea che sembra il mitico Missile giocattolo degli anni 70: il Mach X della Quercetti. Quello che si lanciava con una doppia molla e ricadeva a terra di punta , sostenuta da un paracadutino di plastica. In uno di questi grattacieli c'è la casa che il regime regalò a Yury Gagarin, primo uomo nello spazio che però costruì la sua fortuna e la sua fama immortale in spazi angusti come le cabine dei jet che collaudava, la capsula a palla Vostok 1 che lo porto in orbita e, verosimilmente, la casa omaggiatagli dal Soviet Supremo. Molcin mi informa che uno di questi grattacieli Stalin Style, doveva essere costruito dove ancora nel 1984 vidi una enorme piscina scoperta con acqua riscaldata. E doveva essere l'edificio più imponente dei nove previsti, con in cima la statua del collega-rivale Lenin, nella cui testa avrebbe dovuto essere collocato lo studio di Stalin. Non l'hanno fatto ed al suo posto oggi sorge la Chiesa del Salvatore con cupole dorate e statue bronzee di pessima fattura. Insomma altro plateale sfregio all'ideale ateo – marxista



3e i cavalli di Frisia di Kimki
Sulla strada che porta all'aeroporto di Sheremetyevo , che è la stessa che porta a San Pietroburgo (ma che comunque si chiama ancora strada per Leningrado.. thiè!), ad un certo punto, presso la cittadina di Kimki, si incontra una gigantesca scultura amaranto che riproduce i cavalli di Frisia (quelle cose a croce di S. Andrea con filo spinato che indicano un confine o una trincea in zone di guerra). Ebbene questa scultura ricorda a tutti il luogo dove l'armata nera di Hitler venne fermata. Proprio alle porte di Mosca. Se fosse oggi, significherebbe avere già preso l'aeroporto ed una grande fetta della periferia ovest di Mosca. Al passaggio davanti i cavalloni di Frisia Molcin chiede ad Andrej (autista silenzioso) di rallentare per consentire all'ospite (a me) di fare alcune foto. Ma gli scatti , più che altro, riprendono tir satolli di merci e giganteschi e costosi Suv che sfrecciano verso o dall'aeroporto internazionale fottendosene della storia . Un'altra onta al ricordo della Russia comunista baluardo contro l'avanzata e la diffusione degli ideali nazisti. Molcin mi dice pure che in queste zone gelide e desolate abitano un sacco di pendolari e che ogni mattina prima di accendere la loro auto , se hanno finito la vodka, si bevono un po' di antigelo. Quello che resta lo adoperano per il radiatore. Ma scherza.......

le foto


1. un grattacielo Stalin style
2. magazzini Gum

3. i cavalli di Frisia di Kimki

pippo vinci



mercoledì 29 febbraio 2012

2002: la prima volta a Cuba (4)




Giovedì 3 gennaio 2002 – quarto giorno





Andiamo al Palermo

Si decide di cambiare alloggio. Andremo in una casa particular. Intanto, a colazione, una troia inglese ci espelle dal nostro tavolo perché era il più bello. Nadia si incazza , ma si calma con qualche fetta di waiawa.

Il tacsista, che è buono, ci accompagna da una sua amica (Mercedes) che ha camere da affittare nel rione Vedado E’ una spaziosa e antica dimora stile coloniale con giardinetto e terrazzino. Per il momento, però, è occupata e così ci sistemeremo in un condominio povero.

Sistemati, ci rechiamo all’albergo Avana Libre e qui incontriamo Pino con la sua esile e deliziosa Jolaise. In effetti è alta uno e ottanta. A pranzo mangiamo in un Palador (ristoranti privati). Che ci consiglia un maricon amico di Pino
All’entrata notiamo che sotto il palador c’e un ambulatorio di gastroenterologia.
La casa-ristorante è arredata in stile coloniale con un sacco di armi appese alle pareti. Fuori, nel terrazzino , una gabbia di pappagalli.Mangiamo gamberoni (camarones) pollo e riso.

La casa che abbiamo affittato si trova nella calle C. Tutto sommato, è comoda. Io e Nadia dormiamo in un lettino piccolo, piccolo. Come sempre. Pino e Jolaise in un letto grande grande. Sul tardi vengono a trovarci Prondo e Peppone., i due perugini
La sera si decide di iniziare a vivere la Havana viziosa e truculenta. Infatti ceniamo in un piccolo e malfamato ristorantino di fronte al malfamato locale chiamato “Palermo”.

La locanda è piccola ed è frequentata da malfamati e loschi individui. Ad un certo punto entra un tipo malfamato, alto e massiccio tutto vestito di bianco. Parla a voce alta. Lo conoscono tutti. Tranne noi, ovviamente. Dice di essere l’autista della pubblicità del Rum Havana Club. In pratica fa il buffone.

Dietro di noi c’è un piccolo acquario dove c’è un pesciolino che morde tutti gli altri pesciolini.
Entriamo al Palermo con 5 dollari a testa. Ci sono decine e decine di troie cubane e decine e decine di uomini indoeuropei che le toccano. E tutti si toccano. Pippo viene toccato 4 o 5 volte e si difende rifugiandosi dietro Nadia. Qui funziona così: le donne abbordano, gli uomini no. Non serve.



martedì 28 febbraio 2012

Quattro giorni al gelo di Mosca (1)

1. Origine del viaggio
Molcin lavora a Mosca e fin dal suo primo giorno in Russia (oltre due anni fa), mi ha sempre invitato per una breve vacanza nella ex terra degli zar e dei comunisti. Ma ad una condizione : “vieni quando fa freddo, è più bello!” E dopo 3 anni di cordiali ed affettuosi rifiuti, decido di cedere e di raggiungerlo, proprio nella settimana in cui il Padre Eterno ha fatto le prove per la prossima glaciazione: 28 gradi sotto zero! . “l'ideale” , esultava Molcin!
Insomma, il caro Molcin mi ha convinto e sono partito ben fornito di ogni dispositivo per contrastare la (altrimenti) sicura morte per ibernazione assistita.



2 - La metrò di Mosca

2a - introduzione
Come tutti sapete, la (o il) metrò di Mosca è la (o il) metrò più bella del mondo. E tra le più efficienti. Molte linee, molti incroci, puntualità svizzera e alta frequenza. Ogni stazione è un museo che celebra questa o quella peculiarità del mondo russo o della storia sovietica. Un vero piacere andare per metrò dove, oltretutto, si è al riparo dal gelo degli immensi boulevard.


2b - pericoli
Ma non è tutta neve quella che brilla . Ci sono pure i lati negativi. Primo: i moscoviti hanno fretta e per fare prima ammuttano (spingono) per passarti davanti per le scale mobili, all'ingresso nei corridoi e ovunque. E si infilano con prepotenza tra te ed il tuo vicino. Secondo: le porte per entrare ed uscire dall'area metrò sono possenti sesami e pesano alcune tonnellate , ma oscillano avanti e ndrè , agili come quelle dei saloon. Mietendo vittime distratte.


2.c - speaker
In prossimità di ogni fermata l'altoparlante diffonde l'annuncio dello speaker che dice “ashtaroshna” (attenzione) e poi parole incomprensibili che indicano il nome della stazione successiva. Ebbene. Se il treno si allontana dal centro lo speaker è una donna, se invece il treno viaggia in direzione opposta (ossia verso il centro della città) lo speaker è un uomo. Geniale!
Ma geniale o no, senza l'aiuto di Molcin e signora (mrs Quillery) , io sarei ancora nei sotterranei di Mosca in attesa di udire (e comprendere) il nome della mia fermata


martedì 14 febbraio 2012

2001 la prima volta a Cuba (3)

mercoledì 3 gennio 2002 - terzo giorno





i comunisti sono buoni
Già la lira è un lontano ricordo d’infanzia . L’euro ci è penetrato nelle ossa. Dopo una ricca colazione in camera, scendiamo nella hall alle 11 circa. Pino dorme ancora, dei baci perugina nessuna notizia. Nadia legge i quotidiani spagnoli nella vana ricerca di un lavoro (e qui lo cerca!).



Pippo scopre un curioso tipo di impiego il cobrador de frack…… E’ un tizio che, indossando il frac, si fa pagare dai creditori per scassare la minchia ai debitori affinché saldino il debito e li assicuta1 strade strade finché non pagano. Una specie di agente per recupero crediti vestito da carnevale. Pensiamo che a Palermo farebbe una brutta fine divenendo egli stesso, in breve tempo, da assicutatore ad assicutato.





Pino scende e crea subito un caso. Il primo nell’era dell’Euro: vuole fare colazione alle dodici. Gli concedono solo un caffè e pure lo deve pagare. Finalmente arrivano i baci perugina. Peppone zoppica. Gli si è incarnita un’unghia e lui soffre. Lo hanno medicato all’infermeria. Si parte.


Il viaggio è faticoso. Lo sapevamo, ma l’equipaggio fa di tutto per renderlo insopportabile. Le hostess sono brutte, gli steward pure (dice Nadia). Pippo dice che ormai le bone non fanno più le hostess, ma i calendari. E così le brutte fanno le hostess.L’arrivo all’Avana è in perfetto orario (21.55 locali). Dogana veloce (…… i comunisti sono buoni…); lentissimo il ritiro bagagli (ma non vogliono lavorare).


Ora si cerca un taxi per 5 persone. Io e Nadia scendiamo al Mirador (ottimo, lussuoso e costoso hotel ). Siamo d’accordo per vederci più tardi per trascorrere la prima intensa notte cubana. Ma a mezzanotte non si vede nessuno. Pippo e Nadia decidono di avventurarsi in città.Prendiamo un taxi. Il tassista si chiama Gabriel , sposato, due figli. Ci mostra le foto di tutta la famiglia. Poi ci lascia al centro dell’Havana Veja (vecchia) in un locale “abierto 24 horas”





Subito ci abbordano, nell’ordine:


* Pippo, (si proprio Pippo si chiama) il pianista del “Cafè de Paris”, (dice lui);


* Bitto, alias Bob Marley, che fa la parte dello spacciatore rasta


* Tony, che fa la parte di Harry Belafonte16 giovane





Vogliono venderci di tutto. Noi rinviamo le contrattazioni al giorno dopo.Prendiamo un sandwich, poi Gabriel il buono (che ci ha aspettato latiato 2) ci riporta in HotelLa notte Pippo si fissa con un rumore. E scassa la mischia a tutti. Il rumore resta ,ma la nottata è stata vissuta intensamente. Non è quello che volevamo?

1 - assicuta : insegue
2 - latiati : discosti


vai alla puntata precedente (2)
vai alla puntata successiva (4)




































domenica 5 febbraio 2012

2002: la prima volta a Cuba (2)


Martedì 1 gennaio 2002 – secondo giorno

Overbooking

Ci alziamo di buon’ora. Io alle 8.15, Nadia alle 9.10. Splende il sole, ma splende anche il freddo. La mamma di Asia è già in piedi, tracchiggia senza uno scopo e fuma senza mostrare di gustare la sigaretta. Insomma, dà l’idea di una che fa cose senza prìo. Mi vede e dice cose bulgare incomprensibili, ma, credo, anche prive di senso

Abbiamo dormito poco e male: in due in un lettino per bambini corti. La lavata in bagno è difficile. In bagno c’è tutto tranne quello che serve per lavarsi. Il bidet, per esempio, è usato come portavaso, il sapone non c’è ……anzi c’è, ma costituisce una scultura postmoderna di abbellimento. E non si usa. Poi fiori, quadretti e specchi stile modernariato bianco-liberty. Insomma in perfetto stile ”Sant’Agostino” di Lusso.

All’aeroporto ce la prendiamo con molta calma (sono solo le 10 e l’aereo parte alle 12.30).
Con troppa calma!Risultato: overbooking. Cioè: abbiamo il biglietto, ma sull’aereo non ci sono più i nostri posti.
Al check-in, prima dell’overbooking, ci intervista RAI 3. Anzi, più che un’intervista è un interrogatorio sull’Euro. Già quest’Euro ci ha rotto il cazzo.

Al nostro turno ci informano dell’intoppo. Noi mostriamo una moderata incazzatura. Si forma un piccolo gruppetto di incazzati. Tra essi spicca,per insulti e focosità, un fimminaro foggiano in partenza per Cuba dove andrà a trovare un’adolescente di 18 anni, di un anno più grande di sua figlia. Con noi anche un grosso spoletino, che gestisce un ristorante e ama i vini siciliani oltre che le troie cubane. Assieme a lui c’è ternano brizzolato con ”T” agrigendina. Gestisce il pub “Dr Jekill and Mr Hide”. Ha i denti fottuti e Nadia dice che tira.

Il gruppo dei cinque si muove oramai affiatato e compatto. Ci alleiamo.
Il nemico è una signorina dell’Iberia che ci dà le notizie più amare del tipo “oggi non potete partire, vediamo domani” oppure “non ci posso fare niente, è spiacevole , ma è legale
Il foggiano per non sbranarsela cambia discorso e dice che odia i baresi.

I perugini sono molto legati. Quello che fa uno lo fa pure l’altro. Nadia dice che non è il momento di smettere di fumare e si compra le sigarette. Comunque finisce che ci imbarcano su un volo Alitalia per Madrid.
Dopo un volo sopra e dentro le nuvole atterriamo a Madrid Barajas e qui inizia un’altra battaglia contro le Giubbe Rosse dell’Iberia che secondo la tipa di Roma dovrebbe:
a) darci i biglietti per l’Habana
b) condurci in Hotel
c) rimborsarci 150 Euro.

Noi non ci crediamo assolutamente.
Il foggiano, invece, fiuta l’affare e dice che dobbiamo imbrogliare dicendo che ci devono non 150, ma ben 300 euro.
Pippo, di fronte a tanta disonestà, si dimette da interprete del gruppo. Nadia, invece è felice. Finalmente uno che imbroglia! E’ il suo uomo ideale. Non ne può più di finanzieri onesti, regionali ligi ed erboristi sani

Ma gli iberici sono più fradici di noi ed alla perfida richiesta del foggiano rispondono con una provocante riduzione dell’offerta: 81 Euro.
Qui ci vorrebbe un negoziatore all’altezza di Henry Kissinger. Ma alla fine tutto rientra nei binari della normalità e ci distribuiscono 150 euro ciascuno. Nadia non è ancora contenta, non ha visto alcun illecito vantaggio in questa trattativa e , in zona Cesarini, cerca di tirare qualcosa sul cambio. La bulgara dice che 150 Euro sono 144 Dollari, l’Iberia dice che non è vero e che per loro 150 Euro sono esattamente 139 Dollari, non un centesimo di più. Pippo, ha uno scatto geniale e dice che 150 euro sono 150 euro.

Poi offre a Nadia i 5 dollari di differenza, Nadia rifiuta offesa. Lei non combatte per i soldi ma per difendere i diritti internazionali del viaggiatore.
Alla fine vince l’Iberia. Ma tutti fanno i complimenti a Nadia per la grinta ed il coraggio mostrato
Con un piccolo Bus ci traducono in hotel. Con noi altri tre norvegesi in viaggio per Cuba, ovebukati come noi. Questo fatto conferma che il problema non era sul Roma-Madrid, ma sul Madrid-Habana. E comunque l’Iberia ha fregato mezza Europa. Non solo, scopriremo in seguito che il rimborso per overbooking transoceanico era di 300 euro e non 150!
Stanza 152. Ceniamo alle 21.00 a spese, ovviamente, dell’Iberia.

Il gruppetto è titubante; Pippo prende in pugno la situazione e porta tutti (in bus e metro) a Puerta del Sol in pieno centro. E tutti sono eccitati. Per Nadia è la prima volta in metrò. Forse pure per Pino (il foggiano si chiama così).
Lo spoletino (di nome Peppone) è distrutto; vuole tornare perché è stanco e la sera prima ha fatto tardi.
Ci aggiriamo nelle vicinanze di Plaza Major. Entriamo in più di un bar per bere, ma ci càcciano perché ci vogliono anche fare mangiare. E’ una fissazione. Al 4° bar ci fanno bere ,e noi, per premiarli, mangiamo. E che lo devono dire loro se dobbiamo mangiare?
Il ritorno in hotel è avventuroso. Piove e non ci sono taxi. Così ci dividiamo in tre gruppetti. Sono le tre del mattino.
Buona Notte.

sabato 4 febbraio 2012

Che bella la neve!


La neve.....oooohhh.... che bella, ma quanta! I miei nonni, per quando nevicava molto, avevano avuto l'accortezza di fare una botola che dalla camera, al primo piano, portava alla cucina al piano terra.

Accendevano la cucina a legna, scaldavano l'ambiente, aprivano la porta dall'interno e trovandosi un muro di neve, cominciavano a spalare sino a che non si facevano un sentiero per uscire. Certo non avevano il gas, la corrente elettrica, avevano le candele, il macinino del caffè manuale e la caffettiera napoletana, il bracere nel letto e le racchette al muro e gli sci per muoversi. Insomma tutta un'altra vita....vivibile.

Oggi solo se hai la macchina per muoverti..... hai un bel problema:sono cazzi tuoi e di chi te l'ha fatta comprare (pseudo benessere). Beati i miei nonni...non potremmo tornare indietro e goderci la vita in modo più umano e meno artificiale?".

Oreste Mori, La Spezia

dal blog di Beppe Grillo

venerdì 27 gennaio 2012

PASTA CON FINOCCHIETTI E GAMBERETTI


Ma chi pesta stai impastuniannu”?
Tipica espressione che caratterizza le relazioni familiari in casa Gullo, quando mi cimento nella realizzazione di ricette innovative che coniugano tradizione e inventiva, mi spiego meglio: mia madre, appena mi vede spignattare in cucina, con ingredienti inusuali entra in panico e pi picca un si scippa i capiddi!

Mio padre, mentre si fa i suoi solitari con le carte siciliane, percepisce il pericolo e delicatamente: ma com’è foddi? eh chi saccio, u munnu sta canciannu! Ah s’arriviscissiru l’antichi! È na vriogna! Na vriogna!

Ebbene si, utilizzare la panna da cucina in casa mia è una vergogna pi un parrare da besciamella, cosa di farisi a cruci e addumannari l’aiutu du Signuruzzu!
Ma io, smanichiu sempre e mi piace, anche, inventare e rielaborare le ricette della tradizione familiare, che con ardimento provo a realizzare… e… confesso che talora utilizzo la panna da cucina e sacciu fari puri a besciamela ma per favore silenzio, chiedo un po’ di riserbo, se lo sapessero i miei, oltre a diseredarmi mi porterebbero da un esorcista.

Quando porto in tavola la “novità”, l’approccio sospettoso e diffidente dei miei, mi fa barcollare un po’ ma poi si liccanu puru u piattu, purché non sappiano che dda cosa bianca è panna, “ma che bontà ma che bontà che cos’è questa cosina qua”? un facemu ca è panna? Domanda accompagnata da una mala taliatura, ed io con gli occhi bassi, paonazza per la vergogna della pietosa bugia, lascio fuoriuscire labilmente, tutto di un fiato: No papà è ricotta di pecora! E così, è fatta salva la patria…


Ingredienti:
 Finocchietti di montagna.
 Gamberetti freschi.
 Olio
 Panna
 Aglio
 Cipolla
 Sale
 Pepe

Procedimento:
Lessare i finocchietti in abbondante acqua salata, appena cotti colarli e conservare l’acqua di cottura.
Soffriggere un paio di spicchi d’aglio in olio d’oliva, appena dorati toglierli dall’olio e aggiungere abbondate cipolla tritata finemente, fare soffriggere a fiamma bassissima finché non diventa trasparente, aggiungere i finocchietti lessati e lasciare soffriggere dolcemente per una decina di minuti, a questo punto
aggiungere un paio di mestoli di acqua di cottura dei finocchietti e appena raggiunge l’ebollizione
aggiungere i gamberetti sgusciati lasciare cuocere per pochi minuti e togliere dal fuoco.

Portare ad ebollizione l’acqua di cottura dei finocchi e calare la pasta, appena cotta colarla e versarla nuovamente nel tegame,
aggiungere il condimento mescolare e lasciare insaporire sul fuoco qualche secondo prima di spegnere aggiungere poca panna mescolare e servire.

antonella gullo

martedì 17 gennaio 2012

sabato 7 gennaio 2012

2002: la prima volta a Cuba (1)

Lunedì 31 dicembre 2001 - primo giorno

Addio vecchia Lira / Roma: il giorno prima della partenza

Partiamo, Nadia ha una sensazione: è come se tutto non dovesse succedere. Nadia cerca occhiali, dolci, vino; fuma e dice minchiate. In più teme di scoprire che sono un narco-trafficante in fuga verso paradisi fiscali. Lei sarebbe la copertura. Io cerco di farle capire, con delicatezza, che più che una copertura lei è una scopertura: qualsiasi persona al suo fianco verrebbe scambiata per uno spacciatore e arrestata.

Ci incontriamo con Asia al terminal A. E’ con la sua famiglia. Per andare a casa sua facciamo il giro di Peppe.

Abita alla Casilina. La casa è accogliente e ben arredata ma al momento di cucinare mi accorgo che manca qualcosa: la cucina. Si cucina tipo “campeggio” in salotto. Durante il pranzo Asia è nervosa. Non mangia perché deve assolutamente collegare la stampante al PC così:

A Vessi (figlia di Asia), danno il piatto più grande di tutti, ma lei non mangia perché (dice) ha mangiato la pizza

Nadia approfitta della situazione e si mangia la pasta di tre persone: la sua , quella di Asia e quella enorme di Vessi.

la mamma di Asia fuma e se ne fotte di mangiare

Pippo resta morto di fame

Dopo pranzo si esce per fare compere per il cenone. Si va alla Romanina2 attraverso una zona lugubre, ricca di padiglioni industriali. Al centro commerciale c’è aria di festa. La gente è contenta di buttare soldi. Fuori, lo squallore è totale. L’uomo ha violentato la natura, l’ha offesa per crearsi spazi artificiali a misura della sua avidità! Noi, intanto, non sappiamo cosa mangiare.

Il cenone è a rischio.. Nel carrello finiscono le cose più inutili. Pure una rana di cristallo porta oggetti ci finisce! Ma di cibo niente!. Pippo ha una brillante idea: pollo arrosto. Finito! Asia ha una idea cretina: friggiamo i pesci in salotto. Bocciata! Nel frattempo i ragazzi riempiono il carrello di alimenti cancerogeni: coca, fanta, nesquiq, duplo, caldo caldo. Alla fine si opta per salsiccia e insalata russa.Durante il cenone Asia, come sempre, ha da fare .

Deve compilare la domanda per ottenere la cittadinanza.Così tira fuori una carpetta piena di documenti. Ne avrà almeno 600 ne avrà. Di cui 320 sono solo certificati di residenza a… Colorno. Ma dove minchia è Colorno?

Perciò: uno se ne parte dalla Bulgaria per finire a Colorno? Pippo deduce che Asia ha dei problemi con il cibo infatti: al momento del pranzo collega la stampante con il PC, al momento di fare la spesa compra soprammobili e al momento di cenare compila moduli per ottenere la cittadinanza.Ceniamo e brindiamo . Sono appena le 10 di sera. Che cazzo si fa fino a mezzanotte? E giunti a mezzanotte, che si fa dopo mezzanotte?

Qualcuno ha una brillante idea: per festeggiare il nuovo anno facciamo entrare in salotto un cane feroce : Jesse. Mi dicono che non è un cane feroce, ma una cagna feroce. Una maremmana che, da quando ha conosciuto il sapore della carne cruda , ama dare morsi. Per di più Asia ci comunica che Jesse è gelosa e risentita in quanto, per colpa nostra, è dovuta stare ben 5 ore (cinque) fuori sotto la poggia, lei che, poverina, è abituata a stare al caldo e in salotto. In altri termini noi le abbiamo rovinato la festa e per di più ci può mangiare.

Il clima è teso. Jesse si lancia sul tavolo per addentare le salsicce, la mamma di Asia cerca di cacciare la cagna con dei cuscinetti colorati. Asia se ne fotte e legge l’oroscopo su Internet. Pippo cerca di nascondere la sua gola alla belva inferocita. Finalmente, visto che non siamo stati sbranati, si decide di rischiare la vita per strada. Infatti manca oramai ½ ora a mezzanotte ed è tradizionalmente imprudente uscire per strada a quest’ora. Noi lo facciamo.

Alla radio ci descrivono la festa che si sta svolgendo a piazza del Popolo. Noi vogliamo andare proprio lì. Posteggiamo la macchina in via passeggiata della Ripetta mentre scatta la mezzanotte. Non abbiamo nulla da stappare o da bere, ma ci abbracciamo lo stesso, poi corriamo verso la vicina piazza del Popolo per farci schiacciare dalla folla ubriaca.

Non si riesce di entrare nella piazza, ma vediamo ugualmente i bagliori dei fuochi artificiali. C’è una calca micidiale. I bambini non vedono niente. Qualcuno prende i figli per le palle e li innalza esponendolo al fuoco. C’è chi ha portato con se i cani che, essendo bassi, vengono calpestati. Nel frattempo ci rendiamo conto che fa freddo e decidiamo di tornare in macchina.

Riprendiamo il giro . Nadia telefona sempre a RTL 102 e 53 . Finché li becca. Attraverso il microfono della radio comunica a tutta Italia che sta partendo per Cuba per vedere se sono meglio i cubani o gli italiani.

Ora basta girare a muzzo! Si va a Trastevere. Asia dice che qui non c’era mai venuta .. In cinque anni!! Ma che minchia fa questa a Roma? Decidiamo di bere del vino e così entriamo in una bella enoteca. Un mulatto ci dice che se vogliamo bere dobbiamo comprare una bottiglia ogni due persone al costo di 80.000 lire. Ma che regola è? Capiamo che sono pazzi, ma non glielo diciamo e ce ne andiamo.

Siamo sbandati, ma decidiamo di rovinare il capodanno ad un barista. Entriamo in un bar ed il barista si mostra terrorizzato già al nostro ingresso nel suo locale. Si vede che ha già lo stress dell’euro.

Nadia parte all’attacco e chiede subito un caffè alla ragazza dietro il bancone. Questa le serve una bevanda imbevibile, Nadia si rifiuta di bere poi prende un cornetto e grida che è dell’anno scorso. E’ guerra. Intanto il proprietario suda in previsione del conto in euro. Il primo della sua vita. Noi facciamo di tutto per farlo confondere :

1) ci scambiamo i caffè
2) chiamiamo cappuccino una cioccolata
3) buttiamo nel lavandino un caffè che faceva schifo
4) apriamo le vetrine e beviamo birre

Lui, intanto cerca di non perdere il conto e smanetta alla cassa.Poi ci chiede cosa abbiamo preso. Noi diciamo che non ci ricordiamo niente e che sono cazzi suoi. Lui dice che è un casino ed emette più di uno scontrino. Li rilegge, dice che non va, si rifà i conti con il convertitore dell’UPIM e fa un sacco di scontrini uno più sbagliato dell’altro. Alla fine , disperato, ci da’ il resto in lire. Noi gli urliamo che il resto lo vogliamo in euro. E’ nostro diritto : la lira fa parte del passato non vale più un cazzo! Abbiamo fatto i sacrifici per l’Euro ed ora vogliamo vedere i risultati.

E’ distrutto , non capisce più nulla e qui Nadia gli azzecca il colpo finale. Gli chiede se può firmarle lo scontrino. Visto che è il primo conto in Euro: è uno scontrino storico!. Lui trema tutto e comincia a balbettare . Dice che se lo fa la finanza gli fa un culo così. A questo punto, mossi a pietà usciamo dal bar e torniamo a casa dove ridiamo per tutta la notte.

martedì 3 gennaio 2012

que serà, canta Rodovaldo Suarez


Rodovaldo Suarez è un artista non vedente di Cuba. fa parte del gruppo musicale Malecon Social Club (vedi video su you tube). Io l'ho incontrato durante il mio breve viaggio a Cuba. Era seduto di fronte al tempio dei turisti : La Boteguita del Medio de L'Avana. Ed ha cantato la versione spagnola di Che sarà, un successo italiano che fu eseguto a Sanremo anche da un altro famosissimo non vedente Jose Feliciano in abbinamento con i Ricchi e Poveri

sabato 17 dicembre 2011

incipit (6) i Promessi sposi


I promessi sposi (ediz. 1827)
Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene quasi a un tratto a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia riviera di riscontro; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lasciano l'acqua distendersi e allentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

I promessi sposi (ediz. 1840)
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

tutti gli incipit pubblicati

martedì 6 dicembre 2011

In Europa fanno anche ben altro!


MESSAGGIO PER TUTTI GLI ITALIANI ONESTI:

IL NUOVO GOVERNO, COME IL VECCHIO, CHIEDE DI AUMENTARE L'ETÀ DELLE PENSIONI PERCHÉ IN

EUROPA TUTTI LO FANNO.

- NOI CHIEDIAMO, INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI , DI ALLONTANARE DAI PUBBLICI UFFICI TUTTI QUELLI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO, O SI DIMETTONO DA SOLI PER EVITARE IMBARAZZANTI FIGURE.

- DI DIMEZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE' IN EUROPA NESSUN PAESE HA COSI' TANTI POLITICI !!

- DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO.

- DI POTER ESERCITARE IL "MESTIERE" DI POLITICO AL MASSIMO PER 2 LEGISLATURE COME IN EUROPA TUTTI FANNO !!

- DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL'IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000, 00 EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE' IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA

- DI FAR PAGARE I MEDICINALI VISITE SPECIALISTICHE E CURE MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE' IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE IN ITALIA DOVE CON LA SCUSA DELL'IMMAGINE VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !!

CARO NUOVO GOVERNO, NON CI PARAGONARE ALLA GERMANIA DOVE NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D'ETA', IL 90 % DEGLI GLI ASILI E NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !!

IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU' ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI .

IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI DELLE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D'ABISSINIA !!

NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA NOSTRA INTELLIGENZA, IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO, A VOLTE 2, UN ORECCHIO E PURE L'ALTRO MA LA CORDA CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE ...TEMPESTA !!!

SE APPROVI, PUBBLICA LO STESSO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO

lunedì 5 dicembre 2011

gli incipit della trazzera: indice

elenco degl incipit fino ad oggi pubblicati su questo blog
clicca sul titolo e vai al testo

1. delitto e castigo
2. madame Bovary
3. il ritratto di Dorian Grey
4. il mercante di Venezia
5. i promessi sposi